Suevele

10 novembre 2009

vuoto

È un periodo a dir poco intenso.
Il sunto è: lavoro tanto e dormo poco. Ma le due cose non sono correlate tra loro.
Cioè: non è che dormo poco perché torno a casa a chissà che ora dall'ufficio.
Forse c'entrano i pensieri e la tensione dei mille lavori da gestire simultaneamente, quello sì, potrebbe essere.
Ma d'altronde le gioie del lavorare in proprio quali sono, se non - costretto in un angolo di 35 cm di larghezza del tuo letto dal sovraffollamento motturno - mettersi a pensare come fare il banner pubblicitario che devi presentare il giorno dopo?

Insomma, ogni tanto mi mancano le energie.
Più quelle mentali che quelle fisiche.
Il corpo, nonostante l'avanzante età, regge bene.
Saranno i caffè, chissà.
È la testa che che avrebbe bisogno di riposo.
L'agognato vuoto pneumatico della non-responsabilità.
Perché avere sulle spalle una famiglia (con moglie che lavora part-time) e un'azienda sulle spalle ti dà una responsabilità che alla lunga può logorare.
Intendiamoci, mes amis: non mi sto lamentando.
È solo che capisco perché certe persone bevono o fumano o vanno a troie o si fanno un'amante: si cercano un loro spazio personale. Una loro bolla di sapone in cui non vogliono far entrare tutti i casini e i pensieri della quotidianità.
C'è bisogno di spazio personale, di un'ora di "fuori tutti".

Per esempio, io non vedo l'ora che vadano a letto tutti, per starmente un quarto d'ora in pace da solo. A fare che? non lo so.
Certe sere leggo un libro, certe sere guardo la tv, oppure mi metto sul terrazzo e sto lì a pensare ai fatti miei.
È che - semplicemente - c'è bisogno di "un pensiero superficiale che renda la pelle splendida", come cantano gli Afterhours.

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31 ottobre 2009

it's Halloween!

Ho sempre blaterato contro la festa di Halloween tutta la mia rabbia contro la sudditanza che abbiamo nei confronti degli USA.
Come già detto, odio la colonizzazione che hanno perpetrato gli Stati Uniti ai nostri effetti e non sopporto, appunto, che una festa come Halloween, che in Italia non ha senso di esistere, sia diventata un'usanza anche da noi (che poi, se vai a vedere, anche una frase come "trick or treat" paragonata al nostro scialbo "dolcetto o scherzetto" ha tutta un'altra valenza).

Ma. Come dicevo 5 giorni fa, quando hai dei figli, il tuo punto di vista cambia.
E alla fine questa festa è come una specie di carnevale; un'occasione per mascherarsi e - mica male! - avere un sacco di caramelle gratis!
Così, stamattina all'Esselunga abbiamo fatto incetta di caramelle.
Poi, grazie alla grande inventiva e capacità di improvvisazione di Dalia, abbiamo fatto un vestito per Anita.
Cosicché quando alle 20,30 sono arrivati i bambini del palazzo a suonare al citofono, ci siamo fatti trovare con Anita vestita da strega e con delle tazze piene di caramelle, che abbiamo rovesciato nelle borse che i bambini tenevano ben sporgenti verso di noi.
E sono molto contento di aver fatto tutto ciò.
Il mio astio verso gli States per un giorno può soprassedere.



in foto: Anita vestita da strega. Grazie a Dalia e, come dicevo, alla sua capacità di arrangiarsi.

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26 ottobre 2009

dei bimbi e della mia incapacità decisionale

Sono i bambini che ti fregano. Tu passi una prima parte della tua vita a costruirti un'esistenza secondo alcuni canoni e aspirazioni; poi arrivano i bimbi e ti fregano.
Buttano all'aria tutto.
Hai sempre pensato che non andresti mai a vivere fuori Milano; che la vita da pendolare è assurda e non si può perdere un'ora a entrare e un'ora a uscire da Milano tutti i giorni. Eppure ci pensi.
Hai sempre creduto che non si torna indietro, una volta scappato da Celle. Che la vità lì è assurda; vivibile solo per quelli che si accontentano di passare il pomeriggio al Bar le Palme. Eppure ci pensi.

Ti rendi conto che sei una chioccia. Che basta che tua figlia abbia il raffreddore e inizi ad inveire contro le polveri sottili, contro una città che non lascia spazio ai piccoli. La città in cui ti sei sempre trovato bene; di cui hai sempre decantato le lodi, in barba a tutti quelli che ne parlavano male.

Cos'è cambiato? È ovvio che sei cambiato tu. È cambiato il tuo modo di vedere il mondo.
Il tuo punto di vista è sceso sotto il metro di altezza.
E non tolleri nessuna aggressione di nessun tipo alle tue creature. Sei proprio diventato una chioccia. Vorresti fare da scudo tra loro e qualsiasi elemento negativo le possa intaccare.

Intanto i tuoi amici si trasferiscono fuori città o addirittura in un altro stato. Tu stai lì a guardare; pensando a cosa fare. Agire d'impulso e subito? o ponderare bene le scelte, ma con l'aggravante del tempo che passa?
Perché non sei mai stato uno deciso, no. Non sai prendere delle scelte definitive. Non sai dire con certezza: questa cosa è meglio di tutto (magari cambiando idea due mesi dopo). Non sei un venditore.

Certe volte mi sembra di vivere in bilico.
Certi giorni mi sembra che basti poco per farmi crollare.
Forse dovrei solo dormire un po' di più.



in foto: quello che mi fa andare avanti.

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23 ottobre 2009

oh tu, pedone stronzo

Oh tu pedone stronzo che mi insulti perché non ti faccio attraversare sulle strisce in via Eustachi, prima di mandarmi a quel paese vorrei che tu considerassi alcune cose:

1 - non mi trattare come un pirata della strada, perché non lo sono e ultimamente tendo ad andare molto piano.
2 - quando piove, come ad esempio ieri sera, oltre ad andare ancora più piano, c'è un problema: l'asfalto è particolarmente scivoloso e un motorino come il mio, se tento di inchiodare, "va' via di culo" (termine tecnico) e mi ritrovo per terra in un nanosecondo. Quindi, a meno che non sia strettamente necessario, cerco di evitare le inchiodate.
3 - devi sapere che via Eustachi è una via alquanto buia e di sera non si vede una ceppa. Ergo, se tu spunti da dietro una macchina, non posso vederti subito. Anche perché
4 - quando piove il parabrezza del mio motorino si riempie di goccioline, creando quel simpatico "effetto vetro smerigliato" che mi fa vedere ancora meno di una ceppa.
5 - in motorino, con l'effetto vetro smerigliato, quando piove, e per di più con le macchine che ti vengono incontro a fari sparati nella corsia opposta, riuscire a non vedere una ceppa diventa quasi un'utopia: si vede mooooolto meno.

Quindi se mentre attraversi la strada ti sembra di subire un torto e mi mandi affanculo, beh, affanculo vacci tu e chi non te lo dice.

cordialmente,
Filippo.

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20 ottobre 2009

snobismo

Oggi a pranzo mi sono trovato a parlare di cinema con un ragazzo, nostro "ospite" in ufficio. Essendo lui un producer, posso dire che è uno che lavora proprio nel ramo cinema.
Ed io, quando mi trovo di fronte a qualcuno che ne sa più di me in un determinato campo (specie se l'argomento mi interessa), mi diverto a chiedere, curiosare e farmi consigliare.
Non è che io sia un neofita nel campo cinema, però riconosco di essere a conoscenza di una piccolissima parte della produzione mondiale e che molti capolavori possono negli anni essermi sfuggiti.
E così chiedo consigli per il mio amato download.

Qui comincia il dramma. O più esattamente quando comunico un piccolo elenco dei miei film preferiti cominciando con "The Snatch". Intravedo un sorriso beffardo nel mio interlocutore e sento un sospiro di sufficienza.
Mi viene spiegato, a me umile profano, che di "The Snatch" non è bello il montaggio. E che i montaggi di quel genere sono praticati per rendere pù dinamici i film o per sopperire alle carenze della sceneggiatura.

Devo fare un enorme sospirone per non farmi uscire dalla bocca un
V A F F A N C U L O di proporzioni bibliche. Anzi, sorrido perché voglio vedere fino a che punto vuole arrivare 'sto Ghezzi dei miei coglioni.
La caratteristica principale di coloro che si spacciano per intenditori di cinema è questa, fateci caso: un film non può essere di un italiano o inglese o francese, specie se contemporaneo. Mai.
Un film è bello se il regista è armeno o algerino naturalizzato cipriota; e possibilmente deve anche avere un handicap fisico oppure essere orfano oppure deve aver vissuto in un campo di prigionia.
Allora sì che avrà tutto il diritto (secondo loro) di fracassarmi le palle con un docu-film di 4 ore sulla vita dei rifugiati siriani.
Se invece è italiano o francese deve avere più di 80 anni. Quindi via libera a Chabrol, Truffaut o Elio Petri. Che, intendiamoci, è gente che mi piace pure. Ma l'atteggiamento con cui queste perle di saggezza vengono elargite è puro snobismo.

E passando alla musica il discorso non cambia.
Un ragazzo, patito di musica, è venuto a lavorare nel nostro studio. Subito gli ho detto: dai, passami qualcosa di nuovo, che ormai sono fisso sui soliti dischi.
Il primo disco che mi ha passato è una roba post-jazz di una noia mortale, con tutti i virtuosismi e quant'altro.

Ma dico io: che bisogno hai di dimostrarmi che sei un super intelligente alternativo? Ma dammi un disco normale, no? Cazzo, una roba che non mi si contorcano i padiglioni auricolari al primo ascolto. O che non senta il bisogno di suicidarmi alle prime note.
Invece no: ma te che musica ascolti? i Radiohead.
Aaaaaaaaaaahhhh, i Radiohead.
Porca troia, a me i Radiohead qualche anno fa piacevano anche.
Me li stanno facendo odiare.



"Avy, stiamo parlando di Frankie ho-un-problema-col-gioco quattro cazzo di dita!"
Lasciate perdere gli snob e guardatevi "The Snatch", se non già l'avete fatto: vi divertirete un casino. E non farete caso al montaggio, ve lo assicuro.

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16 ottobre 2009

punti di vista

"Gli stivali servono per mettere i piedi nelle pozzanghere"
Anita, 16 ottobre, ore 21,00

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11 ottobre 2009

sei mesi

Oggi Elena ha compiuto 6 mesi. Evviva!

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